Paolo Marcelloni Paolo Marcelloni Paolo Marcelloni Paolo Marcelloni Paolo Marcelloni Paolo Marcelloni Paolo Marcelloni
     

300 seniores maschile
300 seniores femminile
1000 seniores maschile
1000 seniores femminile

1000 juniores maschile

1000 juniores femminile

In questa sezione ti diamo la possibilità di osservare una serie di esecuzioni tecniche.
Alcune saranno perfette altre presenteranno errori di esecuzione.

Potrai intervenire facendo le tue osservazioni, richiedere chiarimenti, aprire argomentazioni tecniche andando alla sezione contatti.

Le discussioni tecniche più interessanti saranno poi inserite nelle sezioni "studi ed articoli tecnici" o "lezioni di Paolo".


Partiamo da un semplice esempio: pensate di entrare all’interno di una maestosa costruzione come “San Pietro” in Roma. La sua vastità, le sue innumerevoli diversità, i suoi molteplici particolari, la vostra formazione e cultura artistica, condizioneranno la vostra visita.
E’ la stessa cosa che accade (permettetemi il confronto!!!) quando ci mettiamo a vedere una gara, sia essa individuale (quali cose scegliete di osservare?), o di gruppo (quale/i atleta/i cominciate a seguire?).
Prescindendo dal fatto che un'adeguata formazione culturale relativa al pattinaggio sia di dominio personale, l’osservazione dovrà scaturire e sarà orientata in funzione dell’obiettivo prefissato.


Se l’obiettivo sarà preciso e stabilito, l’occhio dell’osservatore comincerà a selezionare solo quegli elementi determinanti per il raggiungimento dello stesso e l'attenzione verrà focalizzata su un campo decisamente ristretto.
Ora andiamo sul pratico: se vediamo un atleta che esegue la spinta in rettilineo con una posizione troppo sollevata, non sarà sufficiente l’informazione verbale “stai più basso”.
L’individuazione dell’errore dovrà essere precisa, come la causa che lo procura: le ginocchia sono avanzate? Gli arti inferiori sono poco piegati? Il busto è poco flesso? Le braccia spingono troppo verso l’alto? O c’è qualcos’altro che impedisce un corretto movimento?
Partendo dalla conoscenza perfetta del fondamentale tecnico e dalla progressione didattica per apprenderlo, l’individuazione evidenzierà l’elemento che condiziona negativamente l’azione.


Decidere se intervenire per correggere un errore (realmente esistente) o decidere di intervenire per rafforzare una esecuzione corretta (comunicare all’allievo cosa fa bene) sarà la chiave di successo per favorire ed accelerare gli apprendimenti.
Decidere il linguaggio adeguato all’allievo, dare concretezza a ciò che si vuole trasmettere, creare riferimenti conosciuti e vissuti precedentemente, scegliere il tipo di feed-back negativo o positivo, saranno tutti elementi favorevoli all’acquisizione o alla stabilizzazione di nuove abilità motorie.


Nell’intervento saranno utilizzati alternativamente vari stili d’insegnamento, inoltre saranno stimolati multilateralmente tutti gli analizzatori motori dell’allievo.
L’intervento dovrà essere di tipo visivo (far vedere, per i più piccoli decisamente il migliore), di tipo verbale (spiegare ciò che deve essere fatto), di tipo tattile (sarà l’allenatore a “toccare” e mettere in posizione l’allievo), di tipo cinestetico (l’allievo deve cominciare ad avere sensazioni e messaggi trasmessi dal proprio corpo).
Perché la “multilateralità” (anche dell’insegnamento) a differenza della specializzazione crea i presupposti per una crescita graduale e progressiva, con prospettive nel lungo periodo.

 

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